Islanda Bike Tour 2023 - Parte 1

PRELUDIO

Settembre 2022, sono rientrato da poco dalla mia prima esperienza in Islanda (Tutti i tutti i video a questo LINK). E' stata durissima, con tantissimi imprevisti e problemi. Eppure ho già deciso di tornare. Ci sono parti dell'Isola che voglio vedere e certamente non voglio attendere un altro decennio per farlo. In questi mesi ho parlato a Fabio di questa ossessione per l'isola e dei miei sogni nel cassetto. Dunque un giorno lo incontro tra gli uffici di Sport Pro Motion e chiedo: “Fabio ma se torno in Islanda, verresti anche tu?”. Mi dice di sì con entusiasmo tale che è impossibile non ragionare subito ad un progetto in due. Fà strano, ho sempre viaggiato da solo da quando ho lasciato il mondo del viaggi in moto dove organizzavo anche esperienze di gruppo. Sento che ho davvero voglia di condividere questa esperienza.

PREPARATIVI

Parte subito l'organizzazione, perchè i voli in Islanda costano parecchio se attendi Gennaio. Dunque Fabio viene subito da me e troviamo il volo. In Novembre partiamo poi con l'organizzazione traccia e logistiche che faccio io, mentre Fabio mi aiuta con alcune dettagli e sopratutto si adopera er reperire attrezzatura necessari. Ad inizio 2024 curiamo gli ultimi dettagli e non resta che pedalare, in attesa del fatidico giorno.

SI PARTE

Arriva così Agosto 2023.  E' il primo anno di attività da Guida indipendente al 100% e sono stati mesi faticosi sia economicamente che fisicamente. Inoltre ho avuto una marea di sfighe varie che spero siano il pegno per vivere una Islanda più serena di quella del 2022. Arriviamo A Keflavik con qualche ritardo e tanta stanchezza, la trafila del volo è sempre un po' noiosa e sballottante. Quando atterriamo ci mettiamo un po' ad accordarci per il ritiro al B&B. Lo troviamo perfetto, a parte la stanza un po' piccola e la menata delle scale essendo al primo piano, non ideale per fare sù e giù con tanta attrezzatura. Andiamo a dormire presto, abbiamo tutto il giorno seguente per sistemare la bici prima di iniziare a pedalare. Il secondo giorno lo sfruttiamo per testare le bici, curare gli ultimi dettagli e fare un po' di spesa.

GIORNO 1

Si parte sotto una pioggia scrosciante che dura però poco. IL vento contro è invece importante. Però essendo in due ci copriamo a vicenda scambiandoci la testa della pedalata. Facciamo una pausa ad un ristorante cinese sulla costa e ce la godiamo prima di immergerci nel mondo dei risolini liofilizzati che ci attende per la traversata. Arriviamo a Selfoss e decidiamo che basta così, per non partire troppo a bomba. Tuttavia sentiamo un po' di pressione, i giorni no sono moltissimi e gli imprevisti possono essere tanti. Più tiriamo avanti meglio è. Per oggi basta così. La notte avviene un concerto e dormire è difficile…

GIORNO 2

Un bellissimo solo ci attende al risveglio così come 18€ di colazione a testa che mi crea non poca irritazione, perchè la ritengo esagerata…. Il budget è abbastanza limitato, conosco bene i prezzi Islandesi ma certe cose mi creano comunque un po' di fastidio. Giusto però godersi qualche privilegio così da avere un buon livello di energia. L'intenzione è quella di arrivare a VIK, così da avere poi un giorno intero utile a fare spesa per affrontare i 6 giorni di traversata in autosufficienza. Ci coglie di nuovo vento e forte pioggia nel pomeriggio e quindi ci fermiamo a Skogar, non un posto ideale dato la confusione usuale di questo luogo ed il rumore della cascata, eppure riposiamo molto bene entrambi.

GIORNO 3

Arriviamo a Vik presto, ci concediamo un buon pasto e tutto il tempo per fare spesa con criterio e senza remore di caricare la bici. Nel frattempo incontriamo Cristina e Max di Como Bike Tours, italiani anche loro in avventura da qualche giorno. Inoltre parliamo a due ragazzi Francesco che hanno appena finiti la traversata da Nord a Sud e sono molto stanchi, ci racontano qualche aneddoto e ci danno qualche dritta. Nonostante il tempo sia ridotto rispetto all'intero giorno di stop, ci siamo riposati e ci sentiamo molto carichi per la traversata che sembra sia baciata a sud da buon meteo di cui vogliamo approfittare. Si va a riposare con un po' di tensione per quello che ci attende.

GIORNO 4

Gli ultimi chilometri di noiosi salto stanno per lasciare spazio a centinaia di km di sterrati e washborad. Entriamo nell'entroterra tramite la F209 e F208 e rimaniamo estasiati ad ogni metro. È indescrivibile quello che ci accompagna mentre le ruote scorrono. Credo che per sia in assoluto la pedalata più bella mai fatta, non credo ai miei occhi. Siamo baciata dal sole e da vento non troppo forte. Un regalo che mai avrei pensato di poter avere in questi luoghi. Arriviamo veramente troppo presto in zona di uno dei 3 campeggi di tutta la traversata a e decidiamo di proseguire. Non c'è modo di arrivare a Landmannalaugar, si è fatto brutto ed io sono saltato con le energie dovendo rallentare. Non è una gara, quindi si decide per un bivacco notturno rimanendo rispettosi delle linee guida che ci sono in questi posti, stando vicino alla strada ed evitando di inoltrarci rovinando il terreno. La posizione è riparata ma inizia a piovere. Io scopro che la tenda nuova si è bucata e smadonno. Fabio si sistema e prende confidenza con le attrezzature ma in poco tempo è settato. Siamo molto molto felici di questa giornata.

GIORNO 5

Risveglio con brutta ripresa. Fabio ha preso un sacco di freddo durante la notte ed è molto affaticato. Dopo una bella colazione usciamo subito sulla strada da sono e riprendiamo cin un sole fantastico. CI dobbiamo purtroppo fermare perché Fabio età male per davvero. Rimango freddo e capisco che abbiamo solo una chance, andare a vanti perché  Landmannalaugar è ad una 20ina di km ed è il punto più attrezzato di tutti. Lo scenario è qualcosa che difficilmente dimenticherò nella mia vita. Ma la preoccupazione per Fabio è abbastanza elevata. Fatica a mangiare e bere, gli cucino qualcosa di caldo ma non cambia, credo sia una congestione. In arrivo alla base è davvero a corto di energie, non stà in piedi. Una scortese gestrice della zona fà un sacco di storie per farlo entrare al caldo ma ci riusciamo. Riesco a rilassami e penso a cosa possiamo fare, non abbiamo molte opzioni. Sicuro lui deve dormire al caldo questa notte. Ad un prezzo elevato si riesce a trovare un letto. Nel tardo pomeriggio vado a visitarlo, ha febbre ed è molto delibitatato ma lucido. Vagliamo le varie opzioni, la prima è quella di annullare tutto e prendere il bus che porta a Reykjavik. Vagliamo altre possibilità come cerare un passaggio per portarci avanti a Nord dopo una giornata di stop, ma non ha senso perchè trovarsi poi là in mezzo sarebbe pericoloso se lui stesse ancora male ed inoltre qui ci passano piccoli 4x4 e posto per 2 bici è improbabile…
Il mete a Sud peggiorerà, quindi anche attendere che arrivi tempesta non è ideale. Alla fine Fabio mi dice di andare avanti e lui sceglierà cosa fare in base  a come si sente.
Mi ritrovo da una parte molto dispiaciuto, dall'altra rasserenato da fatto che vuole usare la testa. In tutto questo, non  metto in conto che mi troverò da solo nella sezione più selvaggia dell'Isola.

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